Trocta

Door to Door, Salerno ottobre 2012, giardini della Minerva.
Materiali vegetali, luci, impianto audio. La sintesi è rappresentata da un uovo, elemento primario del rapporto misterioso tra uomo e natura, contenitore di materia che si trasforma, simbolo della ciclicità degli eventi e di equilibrio.
L’uovo è realizzato in rami intrecciati, a suggerire la permeabilità; all’interno è sospesa una luce puntiforme che consente alle ombre, prodotte dai rami che lo formano, di posarsi sull’ambiente circostante. Una cassa audio, posta all’interno, racconta i suoni del giardino, della ciclicità delle stagioni ma anche di chi si prendeva cura di lui.
Antesignano dell’attuale orto botanico e situato nel cuore del centro storico della città, il giardino è stato proprietà della famiglia Silvatico fin dal XII secolo. Vi si sono coltivate per secoli le erbe medicamentose studiate e impiegate nelle cure secondo le teorie della Scuola Medica Salernitana.

Trocta. l’installazione site specific di Stefano Gargiulo per il Giardino della Minerva alimenta delicatamente la possibilità di un ascolto e di una visione che attingono al deposito di suggestioni racchiuse nella storia del luogo. L’attenzione dell’artista è puntata sull’inesausta vocazione sperimentale della Scuola Medica Salernitana che, durante il medioevo, lo utilizzava come giardino dei semplici a fini didattici per gli studenti. Uno snodo di conoscenza, quindi, da intrecciare e riavvolgere con una sensibilità primaria che sottrae a qualunque artificio formale la messa in opera. L’intervento racchiude questo archivio della memoria in una forma originaria quella dell’uovo.
Una forma ovoidale di rami intrecciati si raffigura come contenitore narrativo da cui si dipanano suoni dimenticati, indistinti colti in silenziosi attraversamenti delle terrazze che compongono il Giardino. Dalla scala che si sviluppa lungo una prospettiva che unisce idealmente i giardini della villa comunale con il castello di Arechi ed offre una vista panoramica sul golfo, il centro storico e la costiera amalfitana è possibile cogliere e assorbire la eco di un ritorno. La metafora dell’uovo che racchiude e si schiude a nuova vita ci restituisce una proiezione pura quasi illusionistica del luogo.
Marco Petroni

2012
Credits
Progetto Installativo Stefano Gargiulo Kaos Produzioni
prodotto da Soprintendenza BSAE di Salerno
Comunicazione Fondazione Plart
ringraziamenti Scena Due Milano, Gianfranco Michler.




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