Giovanni Paisiello al Teatro San Carlo

Frammenti della vita di Giovanni Paisiello si intrecciano con la storia musicale di Napoli nella mostra inaugurata presso il MEMUS, Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo, in occasione dei 200 anni dalla morte del compositore. Pagine di musica e di bellezza attraversano i tre brevi atti racchiusi in un unico intervento multimediale, dove i suoni e le immagini utilizzano lo spazio prospettico e teatrale, fondendo il presente e il passato in un'unica melodia senza soluzione di continuità.
Il suono spazializzato, le immagini destrutturate, le micro-narrazioni, raccontano il fuori e il dentro, la sala e il dietro le quinte della costruzione dello spettacolo che è la vita stessa del teatro.
Sette videoproiezioni sincronizzate si attivano al sedersi del pubblico su due poltrone da teatro, le immagini raccontano tre frammenti della vita di Paisiello: il fiorire del musicista nel Conservatorio di S. Onofrio e il suo intrecciarsi con la città; la sua morte che, con l’incendio del Teatro San Carlo, porta via con sé un secolo di musica e di vita del ‘700; nel mezzo il Teatro, il suo mondo sospeso e senza tempo. La registrazione multicanale di un’aria di Zenobia in Palmira è riproposta spazializzata all’interno della Galleria Multimediale, consentendo allo spettatore di muoversi nello spazio fisico e di avere la sensazione di trovarsi al centro dell’orchestra.

2016
Credits:
Progetto Kaos Produzioni
Direzione artistica e regia Stefano Gargiulo
Progetto sonoro Bruno Troisi
Immagini e editing Mattia Galione
Direzione tecnica Diego Quagliarella
Software messa in onda e interazione Antonio Spagnuolo
Post produzione Giorgio Siravo
Tecnico Tommaso Vitiello
Voci Pietro Pignatelli, Alessio Sica
Ricerca e testi Giovanna Tinaro
Assistente Assunta Sciarrillo
Articolo de IL ROMA, edizione del 24/05/2016
GIOVANNI PAISIELLO CELEBRATO AL MEMUS

A 200 anni dalla scomparsa, il compositore “rivive” negli spazi del Museo e Archivio storico del teatro San Carlo.

Con il “MeMus”, inaugurato nel settembre 2011, Napoli aggiungeva alle sue ricchezze un’altra meraviglia. A cinque anni dall’apertura al pubblico, il Museo e Archivio storico del teatro San Carlo, teso a far rivivere le grandi vicende artistiche che hanno illuminato il teatro lirico più antico d’Europa, è più attivo che mai, inaugurando una mostra su Giovanni Paisiello a 200 anni dalla sua morte, celebre autore di Taranto, esponente di spicco della prestigiosa Scuola Musicale Napoletana. Collocato all’interno del Palazzo Reale, appena ad un respiro di distanza dello splendente teatro San Carlo, il “MeMus” è il fiore all’occhiello, la parte dove tematicamente e periodicamente il teatro espone i suoi tesori: colori, fogge, atmosfere.

Echi d’orchestra, voci. Macchine antiche e nuove tecnologie. Cantanti, sipari. Mongolfiere di cartapesta. Angeli, silfidi, Pulcinella, zingari e baroni. Perle finte, rubini all’anilina. Mitrie e corone. In una parola, il melodramma. Il viaggio tra le emozioni che il genere di spettacolo italiano per eccellenza sa regalare senza rivali. E in questa esposizione, “Giovanni Paisiello al San Carlo 1740-1816”, gli elementi per entrare nella storia ci sono tutti. Occasione davvero preziosa per ripercorrere le tappe più significative della vita del compositore tarantino al Lirico di Napoli, ammirando dal vivo abiti che sono vere opere d’arte, foto di scena, bozzetti, figurini, pezzi di scenografie. La mostra è stata curata dai sancarliani Giusi Giustino, Nicola Rubertelli, Francesca Zardini e Luciano Romano per le fotografie affiancati da Benedetto Longobardi Ruju, per la grafica, mentre la galleria multimediale, vero fiore all’occhiello dell’esposizione, è stata curata da Stefano Gargiulo direttore artistico della “Kaos Produzioni” (ricerca e testi di Giovanna Tinaro). Il team creativo di “Kaos” ha girato per settimane riprese in esterna, ripercorrendo i luoghi di Paisiello, a partire dalle immagini di apertura riprese dal tetto del Teatro: una carrellata a 360 gradi dal punto più alto del lirico per raccogliere un suggestivo punto di vista, da quello che oggi come ieri rappresenta il centro propulsore delle arti.

Le telecamere di “Kaos” hanno battuto i dedali di stradine nel cuore di Napoli sulle tracce di Paisiello. Da Sant’Anna di Palazzo a Montecalvario. Gli interni che appaiono nel video sono invece quelli raccolti all’interno del teatro: i suoni, le voci, i dettagli preziosi della sala che prende vita nella parte centrale della narrazione. I dettagli degli stucchi dorati rappresentano l’esplosione della vocazione barocca (al tempo di Paisiello), e i cordoli che si muovono sui pannelli laterali sono quelli del parco reale: scandiscono i lustri che si avvicendano, segnando la fine della parabola artistica che coincide con l’incendio del 1816 (pochi mesi prima della morte di Paisiello), ma la rinascita è alle porte ed una nuova stagione sta per iniziare: Rossini è il nuovo protagonista di questa rinascita che porterà con sé i segni di quella scuola che ha esportato Napoli in Europa. (Teresa Mori)



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