Labirinti Urbani

Torri di green pallet, elementi isomodulari costitutivi della città contemporanea, formano un labirinto urbano di 900mq, un'installazione in progress fruibile dal pubblico eretta a simbolo dell'auspicabile recupero della dimensione ciclica della natura. Nei due mesi di permanenza la crescita delle piante ne modifica la percezione.
Colori e profumi mutano di giorno in giorno in virtù della loro forza vitale e trasformatrice, la naturale simbiosi tra elemento vegetativo ed architettonico fa riflettere sulle possibilità di un futuro ecosostenibile armonicamente integrato con le esigenze della vita urbana.
L’installazione “Labirinti Urbani” di Stefano Gargiulo (Kaos Produzioni) si pone sicuramente come una rara eccezione, nel campo dell’usuale prassi dell’allestimento espositivo. Volta a esprimere in forma di concept di immediatezza icastica, il rapporto verde contesto urbano in una sua auspicabile e possibile rifondazione culturale, entro la quale la vegetazione – anche quella produttiva di tipo ortofrutticolo – ritrovi una dimensione protagonista nella definizione identitaria dei luoghi della socialità condivisa, l’opera di Gargiulo assume il fattore “tempo” quale cartina al tornasole disvelatrice, al di là delle parole e degli slogan, della reale apertura – o chiusura – della nostra società rispetto a un futuro sostenibile.

Il tempo della natura, infatti, è quello della “longue durée” degli Annalisti Francesi; lontano dall’attimo e dall’accelerazione del dato congiunturale, finanziario, speculativo… entro cui siamo tutti freneticamente compressi e compromessi (fisicamente e moralmente), e al contrario in accordo con il respiro ampio e senza fretta delle stagioni e del ciclo eterno della vita e della morte. Un’installazione, dunque, che non ha paura di presentarsi in una sua iniziale “crudezza”, dove i pallets (i mattoni della città disorientante e spaesante) prevalgono con la loro immagine volutamente dimessa e periferica, per poi affidare al naturale progresso dello stato vegetativo delle piante in essa inserita il crescente e vitalizzante abbraccio del verde e la palingenesi (il labirinto non è il luogo dove per definizione ci si perde e ci si ritrova?) di un nuovo modo di stare insieme nella città.
Ci vuole coraggio per proporre una simile installazione nel Fuori Salone, luogo per definizione dell’impatto immediato, dello shock, della provocazione, del lampo che si spegne in un istante, ma che in quell’attimo abbaglia di luce, come si conviene a ogni evento fieristico. Eppure, non possiamo non apprezzare questa pietra di inciampo, che viene posta sul percorso delle folle di visitatori che vagheranno per le molteplici offerte di eventi e presentazioni della settimana… Perché davanti a essa, di fronte al suo naturale tono dimesso, al suo ritmo lento, saranno costretti a pensare se i tanti e tanto reclamizzati prodotti e brand bio-eco-sostenibili, che avranno avuto modo di vedere e toccare, siano veramente tali a confronto con l’unica depositaria di certificato doc in tale campo… la Natura. Gustavo Macchiavelli

2013
Credits:
Progetto installativo Stefano Gargiulo Kaos Produzioni
con la collaborazione di: Architetti Claudio Sangiorgi e Marina Demetra Casu, Chiara Bettoni, Lorenza Bonamore, Fabio Cesarano, Francesca Diflorio, Chantal Limonta.
Partner: Palm S.p.a., Fratelli Ingegnoli Milano, A2Z World srl, Barducco carpenteria metallica, Damiano Cambiaghi, Bianchi&Bianchi, Effegi Pallets S.p.a., Guerriglia Pallet. R.I. Impianti.



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