Kaleidos - Archivio Storico Banco di Napoli

Il percorso multimediale Kaleidos nasce con l’intento di restituire alla città un patrimonio costituito da una moltitudine di frammenti di memoria, che gli appartengono e che coprono un arco temporale di circa 500 anni. Il progetto prevede 7 spazi di intervento multimediale, dove il visitatore è sollecitato da immagini e suoni a soffermarsi sulle diverse stratificazioni presenti.
Un percorso che ricalca, simbolicamente, il lavoro degli studiosi e degli archivisti, impegnati spesso in lunghe ricerche nei labirinti dell’Archivio. Luci puntuali sui volumi accompagnano narrazioni filmiche, installazioni audio/video sincronizzate e attivabili tramite una rete di sensori, supporti touch e un libro pop up tridimensionale, che diffondono una moltitudine sonora di storie, ombre e frammenti d’Archivio.
L’Archivio Storico del Banco di Napoli rappresenta la più imponente raccolta archivistica di documentazione bancaria esistente al mondo. Un’immensa città di carte nata dagli antichi banchi pubblici napoletani; qui sono infatti raccolti e catalogati documenti bancari che vanno dalla metà del 1500 ad oggi. L’Archivio si trova nel cuore di Napoli, in via dei Tribunali, nel cinquecentesco Palazzo Ricca e nell’attiguo Palazzo Cuomo, a pochi metri dall’imponente Castel Capuano.

L’assoluta particolarità della sconfinata documentazione economica dell’Archivio risiede nella chiarezza e nella completezza di quelle che oggi si chiamerebbero causali di pagamento. Queste ultime, annotate sulle fedi di credito, avevano il compito di specificare dettagliatamente il motivo dell’avvenuto pagamento. In questo modo, notizie inedite di opere realizzate da illustri artisti, insoliti aspetti dell’economia quotidiana e centinaia di migliaia di storie personali, celebri o ignote, sono giunti a noi attraverso i secoli. Cinquecento anni di storia si raccontano, intrecciandosi suggestivamente alle antiche calligrafie degli impiegati addetti alla rendicontazione. Per realizzare questo Tempio sono state necessarie 17.000.000 di persone, in quasi 500 anni, che hanno contribuito, riga dopo riga, strato dopo strato, foglio dopo foglio, a costruire e poi a preservare un labirinto speculare a quello esterno, zeppo di ogni cosa. Un labirinto di stanze che ricalca il labirinto della memoria individuale e collettiva.

La materia stessa che ha costruito l’architettura dell’Archivio sembra respirare insieme alle ombre dei suoi abitanti. Così l’immaginario che prende vita dai frammenti di storie: le vite dei Banchi, i pegni, la vita quotidiana, il tema della schiavitù, la peste, S. Gennaro e l’instabilità del territorio, la vita di Raimondo di Sangro, si alternano a immagini che restituiscono attenzione ai dettagli materici dei documenti. I libri, le carte, le filze, la rilegatura, lo spago, i numeri, le venature della carta, le decorazioni diventano immagini che animano e vivono l’Archivio insieme alle ombre dei protagonisti delle storie che conservano. Una moltitudine caleidoscopica che racconta l’identità di un popolo. La Città invade l’Archivio moltiplicando lo spazio all’infinito, quell’infinito “fuori” che è stato scenario di milioni di storie archiviate nei volumi.

Ideazione e realizzazione progetto KAOS PRODUZIONI
Direzione Artistica Stefano Gargiulo

2016
Credits:
Stefano Gargiulo Regia
Bruno Troisi Progetto Sonoro
Mattia Galione Editing e Post Produzione
Annamaria Rocco Responsabile di Produzione
Diego Quagliarella Direzione Tecnica
Lorenzo Sarti Software Interazione
Gianfranco Michler Progetto Illuminotecnico
Rocco Cirifino Operatore
Giorgio Siravo Motion Designer
Antonio Spagnuolo Software Developer
Maria Elena Stellato Scenografia
Francesca Sannino Scenografia
Bettina Colombo Realizzazione Libro Pop Up
Caterina Biasiucci Assistente Operatore
Tommaso Vitiello Tecnico
Ivan D’Alessandro Tecnico
Alfredo Cozza Grip
Claudia Cesaraccio Traduzioni e Adattamento


Voci: Marcello Colasurdo, Cristina Pucci, Pietro Pignatelli, Valeria Pezza, Alessio Sica, Tonino Lo Stocco, Paola Maria Cacace, Salvatore Valentino, Francesco Mastandrea, Mariarosaria Borriello, Margherita Russo, Sandra Zavaleta, Stefano Montemagno.

Opere Fotografiche di Antonio Biasiucci

A cura della Fondazione Banco di Napoli: Supervisione alle selezioni: Eduardo Nappi Testi: il Cartastorie (Andrea Zappulli) Ricerche documentarie e riproduzione fotografica: Laboratorio di Digitalizzazione (Luigi Abetti, Michele De Filippo, Sabrina Iorio)
Traduzioni e Adattamenti: Dianna Pickens

Impianti tecnici: Yamaha, Spotlight, Start Up Audio

Project Manager: Vittorio Rinaldi Progettazione e direzione lavori: Architetto Paolo D’Angelo Esecuzione lavori: Sigmar s.r.l.
Articolo di Panorama del 24/08/2016
L’Oro di Napoli

Un nuovo allestimento valorizza l’Archivio storico del Banco partenopeo. Un tempio di numeri che oggi custodisce milioni di segreti: dai guadagni di Caravaggio ai debiti di Garibaldi. Chi ha dedicato una vita a questo Archivio dice che si sentono nell’aria le “presenze”. Diciassette milioni di nomi, cognomi, storie di ricchezza e povertà che dal 1539 alla metà del 900 formano il più grande archivio bancario del mondo. E’ l’Archivio storico del Banco di Napoli. Questo immenso deposito di memoria è stato restituito ai cittadini grazie a una spettacolare metamorfosi artistica, voluta da Daniele Marrama, presidente della fondazione Banco di Napoli, e firmata da Stefano Gargiulo, regista e scenografo della Kaos Produzioni, tra i maggiori esperti delle nuove tecnologie multimediali. Ma prima di inoltrarsi tra immagini e voci del percorso virtuale Kaleidos, che si snoda nel cinquecentesco Palazzo Ricca in via dei Tribunali, sede dell’archivio, e prima di accendere la candela di un touch screen e di avviare il racconto di sette spettacolari installazioni, bisogna iniziare a contare. Perché qui i numeri sono veramente protagonisti, a ogni angolo.

Nelle 330 stanze dei quattro piani del palazzo, dove nel 600 confluirono i singoli archivi degli otto banchi napoletani, sono conservati 300 milioni di documenti in oltre 60 mila faldoni, a loro volta divisi in “libro dei nomi”, con rubriche dei correntisti, e in “libro dei numeri”, con le uscite e le entrate di ogni conto corrente, cui si aggiungono i “libri dei fatti”, e le “copia polizze”, in sostanza le antesignane delle fotocopie. “La difficoltà più grande, quasi uno smarrimento, è stata scegliere le vicende da mettere in evidenza” racconta Stefano Gargiulo. “Anche perché, appena si apre un volume qualunque, le storie esplodono: letteralmente. E se non fosse stato per il suo sacerdote, in questo luogo sacro della vita napoletana io mi sarei perso”.

Il custode-sacerdote del tempio di cui parla Gargiulo è Eduardo Nappi, da 53 anni responsabile dell’archivio. Il suo arrivo nel 1963 è considerato la svolta nel riallestimento e nella creazione del percorso. La conferma è una fotografia che ritrae una delle tante camere “prima” del riordino. Ovunque c’erano cumuli di fascicoli. E ovunque tesori che sono riemersi e hanno permesso di raccontare le storie, per esempio di un tale Michelangelo da Caravaggio che il 6 ottobre 1606 ritira 200 ducati, offerti da Nicolò Radulovich per una Madonna con bambino, da consegnare entro dicembre dello stesso anno. “Studiando questi libri ho scoperto che nel 1860 il rivoluzionario Michail Bakunin, allora amante della moglie del console russo a Napoli, pagava la retta di una pensione in via Crispi” dice Eduardo Nappi.

Ma nelle stanze dell’archivio ci sono soprattutto le storie di intere legioni di sconosciuti, le quali ovviamente valgono quanto quelle delle celebrità. Nel 1656, per esempio, in piena peste, un certo Tonno Cerone, che aveva violentato Angela Esposito detta “bella”, paga alla ragazza un risarcimento di 60 ducati per chiudere la causa, come ricorda una delle voci recitanti che insieme allo splendido commento sonoro di Bruno Troisi anima il percorso multimediale.

A volte invece i debiti non vengono saldati, e sul libro dei conti rimane uno spazio vuoto. E’ quanto accade a Giuseppe Garibaldi che nel 1874 chiede per suo figlio Menotti un fido per una somma corrispondente agli attuali 70 mila euro. Ma due anni dopo la somma risulta ancora non saldata e nel 1877, da Caprera, Garibaldi sollecita il figlio, che nel frattempo è fuggito a Roma. Nel 1883 con un gesto di generosità il Consiglio del Banco di Napoli estingue il debito. A onore della cronaca i registri dell’archivio ricordano che anche l’Eroe dei due mondi, giunto a Napoli, abbonò nel 1860 i prestiti su pegno presso il Monte di Pietà e altre casse. Ma l’importo era diverso. Tre ducati al massimo. (Laura Leonelli)





FRAMMENTI E MEMORIE 12/10 01/11

Kaleidos è stato preceduto nel 2010 da Frammenti e Memorie, un percorso multimediale temporaneo voluto da Adriano Giannola, allora presidente della Fondazione Banco di Napoli e Fondazione Plart di Maria Pia Incutti. Il progetto è stato ideato e realizzato sempre da Kaos Produzioni con il contributo sonoro di Pasquale Scialò e Mario Barbuti e progetto grafico di Benedetto Longobardi Ruju.



Cliccando sul tasto "Accetta", acconsenti all'uso dei cookie. Cookie Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi